
Il 22 agosto per me ha sempre avuto un significato particolare, ed è impossibile non pensare a Sailor Neptune ogni volta che questa data si avvicina. Non è un caso: il 22 agosto, cade l’anniversario di uno degli eventi più affascinanti della storia dell’astronomia, lo storico sorvolo del pianeta Nettuno da parte della sonda Voyager 2, avvenuto nel lontano 1989.
Quel giorno, la sonda passò a poco meno di 5.000 chilometri dal polo nord di Nettuno, regalandoci le prime (e ancora oggi uniche) immagini ravvicinate di questo gigante ghiacciato, scoprendo tempeste violentissime, nuovi satelliti e un sistema di anelli mai osservato prima con tanta precisione. Un pianeta lontanissimo, freddo, quasi inaccessibile, che improvvisamente diventava reale ai nostri occhi.
Non riesco a non fare un parallelo con Michiru Kaiou, la nostra Sailor Neptune: elegante, profonda, capace di nascondere sotto una superficie calma una forza enorme, proprio come l’oceano che rappresenta e come il pianeta a cui è legata. Sapere che, nello stesso periodo dell’anno in cui sono nata, l’umanità ha scoperto per la prima volta il “vero” Nettuno da vicino, mi fa sentire questo personaggio ancora più speciale, quasi un ponte tra la fantasia e la realtà.

